Negli ultimi tempi si è diffusa la moda di definire molti problemi legati agli alimenti come intolleranze alimentari.

Molte figure “sanitarie” si occupano di questi problemi , ma in realtà esistono?

Vanno attualmente di moda tantissimi test per la diagnosi delle “intolleranze” alimentari.
Ricordiamo il test citotossico (viene eseguito sul sangue ed esamina le modificazioni dei globuli bianchi a contatto con un alimento),

il test kinesiologico (misura le variazioni di forza muscolare quando il soggetto tiene in mano una provetta contenente un alimento),

il VEGA test (misura le variazioni di conduttanza della cute quando il soggetto viene esposto a un alimento), l’ analisi del capello, ecc.

Spesso questi tests, eseguiti anche da personale non medico, sono attualmente privi di ogni fondamento scientifico e soprattutto non sono stati mai validati mediante studi clinici controllati.

Questi tests causano appunto false convinzioni nei pazienti che ritengono che le allergie/intolleranze alimentari possano essere responsabili di un gran numero di disturbi, che vanno da sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale e della cute fino ad alterazioni dell’umore e all’aumento di peso, e comportano spesso pesanti e immotivate diete “di esclusione” generando nei pazienti ansia e confusione.

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